fotografia di v. burke
Vanley Burke Vanley Burke - photography
photography Joan Armatrading in burke's photograph - 1980
 
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biography  
UB 40 in 1970 by Vanley Burke

Vanley Burke, nato nel 1951 in Jamaica, si è trasferito in Inghilterra, a Birmingham, nel 1965, armato di una vecchia macchina fotografica regalata dalla nonna. Dal momento in cui è approdato in Inghilterra non ha mai smesso di fotografare, deciso fin da piccolissimo a rappresentare le tematiche sociali che più lo colpivano tramite l’ausilio della fotografia. V. Burke da sempre ama rappresentare la quotidianità urbana di vite non ‘quotidiane’ agli occhi dei più, una quotidianità appassionata, ma anche afflitta ed impegnata nella cornice della difficile accettazione delle culture migranti. V. Burke predilige la descrizione della realtà presentata nella sua manifestazione non artefatta, estrapolando il significato storico e sociale della condizione umana nel suo sviluppo di ogni giorno; lo scatto deve essere immediato, veloce e sincero. La metafora dell"histograph", come lo definisce Burke, rende la macchina fotografica in unisono col fotografo un "meccanismo sensibile di registrazione" di una cornice di vita comunitaria che per quanto pregnante di significato ed importanza ricade sistematicamente al di fuori della storia ufficiale, degna di nota delle categorie di volta in volta dominanti. Il tentativo è quello di buttare il più possibile l’occhio dell’osservatore sul soggetto cui viene data massima importanza e detrarre l’attenzione dalla pratica della rappresentazione fotografica in quanto esercizio ipertroficamente autoreferenziale, nell’ottica di un percorso di ricerca del "vero", del momento destinato altrimenti all’immancabile smarrimento; l’intento del fotografo è di scomparire nel soggetto e non di introdursi nella scena variandone la composizione, il fotografo non si include, ma asservisce le sue capacità al "vero dell’esperienza", in un processo mimetico che valorizza l’autosufficienza della scena, vissuta e sofferta e il cui apporto fotografico non deve fare null’altro se non riuscire a valorizzare quello che è già presente nell’umanità espressa dal soggetto nel suo contesto. Per V. Burke lo sforzo fotografico sta anche nel descrivere quello che viene prima e dopo lo scatto, nel tentare di ricostruire le vite dei soggetti all’occhio dell’osservatore in una singola immagine. L’immutata passione per la ricerca del vero dell’esperienza come fonte primaria di ricostruzione storica della condizione umana, ha portato V. Burke a lavorare anche in Sud Africa (con il nome assegnatogli "Nkunzi Myama" – Toro Nero) dove ha avuto modo d’immortalare gli eventi connessi alla liberazione di Mandela per il progetto poi esposizione Nkunzi e a collaborare con innumerevoli fotografi assimilibali per tecnica e vocazione o suoi allievi diretti, quali ad esempio il newyorkese Pogus Caesar. Vanley Burke è diventato uno dei più apprezzati fotografi inglesi tanto da ottenere innumerevoli riconoscimenti ufficiali e premi lungo la sua carriera esponendo in varie aree del mondo ed in particolare in UK e New York in gallerie prestigiose come la Tate Gallery (sia Londra che Liverpool), la Ikon Gallery, il Birmingham Museum and Arts Gallery; ha inoltre lavorato per numerose istituzioni quali per esmpio il Dipartimento di Fotografia del Politecnico di Birmingham ed altre ed è stato oggetto di diversi approfondimenti della BBC. Vanley Burke sarà quest’anno ospite fuori concorso del MUSAE in Italia.   > video . channel 4 . uk <

 

 
 
Nelson Mandela Supporter
West Indies Community Centre by Vanley Burke
 
Boxing Practice by V. Burke
 
Vanley Burke Archive
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